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  • Rapporto Fimaa: Milano batte Roma su prezzi, preferenza degli investitori, potere d'acquisto e tempi di vendita.

    20/06/2019 Autore: casagency immobiliare

    Rapporto Fimaa: Milano batte Roma su prezzi, preferenza degli investitori, potere d'acquisto e tempi di vendita. 
    Breglia (Scenari Immobiliari): "Milano sarà la prima città in Europa nel giro di 10 anni"

    Si è tento al Tempio di Adriano di Roma il convegno ‘Ei fu siccome immobile’, organizzato dalla Fimaa, la Federazione dei mediatori e agenti d’affari di Confcommercio. Il ritratto che ne è venuto fuori è quello di un eterno duello, anche nel mercato immobiliare, tra la capitale e Milano. Nonostante a Roma aumentino le vendite, gli investitori preferiscono il capoluogo lombardo.

    Secondo i dati forniti dalla Fimaa, infatti, la capitale ha chiuso il 2018 con 32mila transazioni, un più 3% rispetto al 2017, che rappresenta il 92% delle transazioni del Lazio. A Roma nel primo trimestre del 2019 sono state registrate 7921 transazioni con un più 12% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. Una crescita superiore rispetto a Milano dove, secondo fonte Omi, le transazioni del primo trimestre 2019 sono state 6119 con un più 11%. A livello nazionale la città che è cresciuta di più è Bologna, con un più 15 per cento. Agli ultimi posti invece Firenze, con un meno 5,2%, e Napoli, meno 1,3%.

    Diverso il quadro per quanto riguarda il fronte dei prezzi. Il primo trimestre del 2019 ha invertito il calo dei prezzi degli immobili romani che si era registrato nel 2018, pari a un meno 2,4%. Ma sotto questo punto di vista, Milano batte Roma. La Fimaa riporta che all’ombra della Madonnina il prezzo medio è di 3796 euro al metro quadro, mentre nella città eterna si assesta a 2825 euro al metro quadro. A Milano spetta anche il primato sul prezzo più alto. Nel capoluogo meneghino si tocca quota 10 mila euro al metro quadrato in zone come City Life o Porta Nuova o nelle aree storiche del Duomo o di San Babila. A Roma, invece, il quadrante più caro resta il Centro storico, che arriva a 8 mila euro al metro quadro.

    Altro parametro che pone Roma dietro Milano è lo sconto medio sul prezzo dell’offerta. I dati presentati mostrano che la capitale ha un minore potere d’acquisto: meno 11% sull’offerta iniziale rispetto al 5% della città meneghina. Fimaa spiega: “Si contratta di meno nel capoluogo lombardo perché il mercato è più vivace ed offre anche tante occasioni di guadagno”. Ma la differenza maggiore tra le due città italiane sta nei tempi di vendita: mentre a Roma servono mediamente 7 mesi per vendere casa, a Milano in soli quattro mesi la trattativa viene chiusa.

    “Roma come il resto d’Italia ha purtroppo una velocità diversa rispetto a Milano”, spiega il presidente di Fimaa Confcommercio Roma, Maurizio Pezzetta. “Che è la vera Capitale economica e di respiro europeo dove fanno base anche le grandi società e aziende internazionali. La nostra città per mettersi al passo avrebbe bisogno di snellire la burocrazia affinché si riesca a reperire più velocemente la documentazione necessaria per la compravendita. Fattispecie questa che agevolerebbe anche gli investimenti degli stranieri: innamorati delle bellezze della nostra città, ma spaventati dai tempi non certi e dal mare di scartoffie, preferiscono spostare altrove i loro investimenti".

    Luca Dondi invece, amministratore delegato di Nomisma, è dell'opinione che,  nonostante le grandi città siano tutte in crescita, Milano sia la fuori classe d'Italia che stacca tutte le altre dove il mercato è ripartito ma rimane fragile. "Milano ha delle dinamiche che non sono paragonabili a nessuna delle altre città italiane".

    Secondo quanto sostiene il report recentemente pubblicato, 'A star is born – Milano guarda oltre: ambizioni di una città' realizzato da Scenari immobiliari in collaborazione con Risanamento, Milano sarà la prima città in Europa nel giro di 10 anni per capacità di attrarre capitali nell’immobiliare con ben 13,1 miliardi di euro previsti. Il capoluogo lombardo farà mangiare la polvere ad altre metropoli come Monaco (10,8 miliardi), Amsterdam (10,2), Stoccolma (9,5), Dublino (9,1) e Madrid (8,7). L'obiettivo è quello di rivalutare le periferie le quali "descrivono una città che guarda oltre l’anello della Circonvallazione", così come si legge nel rapporto.

    E ancora: "Milano sta diventando sempre più una città centrifuga, allargata, compatta e inclusiva. Alle periferie tradizionalmente intese come esito delle dinamiche espansionistiche che caratterizzarono le grandi città del secolo scorso, si va sostituendo la visione delle centralità periferiche o periferie centrali intese come territori rigenerativi e catalizzatori di una città allargata, centrifuga e compatta. Milano deve, insomma, guardare oltre il centro privilegiato ormai saturo e riqualificare, rigenerare, densificare e rendere attrattive e appetibili aree semicentrali, periferiche e periurbane", ha commentato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari.

     

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