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  • Rapporto immobiliare 2019: trend positivo del 2018 con circa 578 mila compravendite residenziali

    Controtendenza al Sud: aumenta la compravendita di immobili piccoli (+16,5%)

    14/06/2019 Autore: casagency immobiliare

    Rapporto immobiliare 2019: trend positivo del 2018 con circa 578 mila compravendite residenziali per un totale di 94mld di euro e 61mln di mq venduti.

    Controtendenza al Sud: aumenta la compravendita di immobili piccoli (+16,5%)

     

    Trend positivo per il settore delle compravendite residenziai del 2018. A confermarlo è il Rapporto immobiliare 2019 ossia il volume che l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (OMI), in collaborazione con l’Associazione bancaria italiana, presenta annualmente al fine di approfondire il consuntivo dell’anno precedente relativamente al mercato immobiliare delle abitazioni. In questo Rapporto si analizzano e approfondiscono i principali dati del mercato delle abitazioni in Italia nel 2018 desunti dai diversi archivi amministrativi. Nel 2018 il volume di compravendite residenziali ha raggiunto le 578.647 transazioni, il dato più alto dal 2010 confermando la tendenza espansiva dell'ultimo quinquennio.

    Si tratta infatti del quinto tasso annuale consecutivo di segno positivo (+6,5%). La stima complessiva del fatturato 2018 è pari a 94,3 miliardi di euro, 53 dei quali (oltre il 56%) concentrati nel nord; il tasso di crescita più elevato si è registrato nel nord est, +9,4%, quasi il doppio del tasso nazionale (+5,2%); i tassi più bassi si sono avuti al centro e al sud, entrambi al di sotto del 4%. Per quanto riguarda le dimensioni delle abitazioni compravendute, si parla di un totale di oltre 61 milioni di metri quadrati, con una superficie media per unità abitativa compravenduta pari a 105,9 m2, leggermente maggiore rispetto a quella del 2017 (+0,2 m2). Dunque, la segmentazione territoriale conferma la  concentrazione di oltre metà del mercato nazionale nel nord del Paese (il 54%), dove viene movimentato più del 2% dell’intero patrimonio immobiliare esistente; come prevedibile, risultano ovunque più dinamici i comuni maggiori, ovvero i capoluoghi di provincia, per quanto la tendenza espansiva si manifesti in modo più marcato nei piccoli comuni (+6,9%, contro il +5,8% registrato presso i comuni capoluogo). Il Rapporto presenta anche un’ulteriore segmentazione del mercato, di recente introduzione, fondata sul peso del fatturato prodotto in ciascun comune rispetto al fatturato nazionale: il dato che emerge è una crescita del volume delle compravendite presso le due metropoli (Roma e Milano) pari a meno della metà (+3,1%) del tasso nazionale. Analizzando poi separatamente i comuni capoluogo e i comuni minori, emergono ulteriori specificità, come il fatto che, nei grandi comuni, il tasso di crescita più alto negli immobili di piccola dimensione si registri proprio al Sud (+16,5%), in controtendenza rispetto alle dinamica aggregata appena descritta.

    L’Emilia Romagna è la regione con il maggior incremento del numero di compravendite di abitazioni, con quasi 52 mila scambi e una crescita dell’11,3%. Seguono le Marche (+10,2%) e il Veneto (+10%). L’unica a mostrare il segno meno è la Basilicata, che perde il 5,9%. Tra le grandi città, invece, spicca Bologna (+10,5%), seguita da Palermo (+7,7%), Napoli (+5,9%) e Torino (+4,3%). Bene anche Roma (+3%), Milano (+3,4%).

     

    Un ultimo approfondimento, in tema di compravendite, riguarda il mercato  delle principali città italiane; le rilevazioni confermano in tutti e otto le raltà esaminate la tendenza all’espansione (da Bologna, +10,5%, a Roma, +3%), anche se in sei casi su otto le relative aree provinciali crescono più del comune capoluogo (fanno eccezione Napoli e Genova, con quest’ultima unica a presentare un tasso negativo, -0,5%).

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